Friday, September 14, 2012.
I didn’t put the water in the bottles because I didn’t have time but I counted the amount of water I used: the only fact of spending the day with a limited amount of water was enough to make me feel humiliated and to better understand the Palestinians who live under Occupation and the refugees who was expelled from Palestine 64 years ago.
For my personal hygiene I used 4 litres. To flush the toilet I used 2 litres.
Some years ago I read a research about the average water consumption per capita per day in Italy and I remember it is between 150 and 250 litres – Italians are the worst in Europe.
By the way, we use half of this consumption to flush the toilet, and it is DRINKING water: this is a real waste of resources…but we have a lot of water, don’t we?
I think about the 2 litres of water I used to flush the toilet. I live in Milano, in Italy and here we open the tab and the water that flows is drinkable, not polluted. How can I dare to use it to flush the toilet? It’s a luxury. On the contrary Palestinians are forced to buy water – just those who can afford it – to drink and eat, and it is very expensive.
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Breakfast: I use 0.5 litres from the magic tab (which I prefer to call caveau) to prepare coffee and to brush my teeth. I take from the fridge some pizza dough left from yesterday in order not to use water. I use 0.5 l to wash tomatoes (for the pizza) and to wash my hands.
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In the morning I just drink the tea I prepared before
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Lunch time: I use 1.1 l to cook pasta, a chicken breast and some vegetables. I use 0.5 l of water to drink, to brush my teeth and to wash some grapes. I don’t clean it very well, and I regret having brushed my teeth…or not….I shouldn’t have washed the grape…nobody has never died for some dirty grape. However it’s impossible to live without water.
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Washing-up: I have to do the washing – up. I use 1 litre of water and a little bit of washing-up liquid but when I try to rinse the dishes I realize that I should have used just a drop of liquid if I wanted to use just a litre of water. I am forced to use two more litres. It’s very difficult to calculate a resource that we take from granted….however this is a matter of dignity and liveability.
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I use the toilet again. 4 litres.
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I go out to work and I use:
- 2 toilet flush – 4 litres;
- I wash my hands 3 times – 1.5 l and I drink 0.5 l;
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I go back home.
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I don’t have a lot of plants in my small terrace, I have some ornamental plants and a tomato tree. I have to choose. Palestinians teach me: the tomato tree. Even if today it’s hot I water it with 1 l of water, I can’t spoil it. It looks like the other plants are looking at me, but I can’t water them. Maybe tomorrow. Palestinians usually have some lands for their livelihood.
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I use 0.5 l to drink and to wash my hands;
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Dinner: I use 1 l to prepare a soup and 0.5 l to clean some vegetables.
I don’t have litres of water any more.
I used 24.5 litres. It’s not a competition. Nobody has succeeded, but many continue to fail.
I didn’t drink, as expert recommend, 2.5 l, I couldn’t afford it, and even I couldn’t buy it. Tomorrow I will make up for it. I can do it.
I didn’t brush my teeth, I didn’t water all my plants, I didn’t clean the house, I didn’t wash my T-shirt. For a dirty T-shirt, nobody has never died. However, without water?
My 24 litre day ended and while I am writing my experience I remember the beginning of the speech of the partisan Italian President Sandro Pertini, while he was coming back from Sabra and Shatila Palestinian refugee camp in Lebanon: “I went to Lebanon and I saw Sabra and Shatila’s tombs…”
I have been in Lebanon as well, I have visited the places of that terrible massacre made between 16 and 18 September 1982. In that places now there are still people living, men, women, children and old people. I have visited the refugee camps several times. However every year I go back to Shatila.
I have met many women of the camp and, through the “pasta project” we have started to prepare home made pasta together and I felt ashamed when I asked them if they could fill the pan with more water in order to cook pasta…I remember those women taking the only tank of water they bought and explaining to me (even though we spoke a different language) that if you see a very big empty pan there is no need to fill it completely…
Marinella – Italia (gruppo di Como)
Campagna “Sete di giustizia” 24H CON 24 L D’ACQUA
Ho aderito alla campagna Sete di giustizia e questo è il mio “report”:
Non ho preparato le bottiglie, non ne ho avuto il tempo, ho contato man mano che consumavo.
Non è stato peggio o meglio, direi che il solo fatto di trascorrere una giornata con una l i m i t a z i o n e è stato sufficiente per sentirmi addosso il disagio, l’umiliazione, lo sconforto dei Palestinesi che sopravvivono nella Palestina occupata e dei profughi Palestinesi che dalla Palestina sono stati cacciati sessantaquattro anni fa.
-Mattinata: mi lavo a “pezzi”, per una giornata senza doccia non è mai morto nessuno invece
senza la quantità adeguata d’acqua semplicemente non si può vivere.
-Per la mia pulizia personale dunque mi vanno via 4 l.
-Uso il wc e per la sua pulizia uso 2 l. d’acqua,
mi sembra molta e nello stesso tempo mi viene in mente che tempo fa lessi della ricerca sul consumo medio pro-capite di acqua in Italia ( tra l’altro a noi italiani va la palma d’oro per lo spreco, i peggiori d’Europa perché il nostro consumo oscilla tra i 150 e i 250 lt al giorno!);
tornando al wc, bè in condizioni “normali” quella che va a finire nello sciacquone è il 50% dell’acqua giornaliera (!) e per di più POTABILE, insomma un vero spreco ma tanto di acqua ne abbiamo a volontà, noi, no?
Rifletto su questi 2, ben 2 litri di acqua potabile che ho versato per pulire il wc. Cioè, io qui a Milano, in Italia, apro il rubinetto del lavandino e proprio da lì esce acqua potabile, non avvelenata, non inquinata e posso permettermi di usarla per lo sciacquone del water, capite? E’ un lusso.
Invece i Palestinesi l’acqua per mangiare e bere se la devono comprare- chi può- e a caro prezzo.
-Colazione: prelevo 0.5 l. dal mio rubinetto magico (ma è meglio chiamarlo caveau), questo quantitativo mi servirà per prepararmi un caffè più tardi un tè e poi lavarmi i denti con la poca acqua rimasta.
Prelevo dal frigorifero la pasta della pizza che avevo impastato il giorno prima ( così non ho gravato sul quantitativo di oggi)
-Prelevo altri 0.50 l. per lavare i pomodori ( per la pizza) e dei germogli, il rimanente quantitativo lo uso per lavarmi le mani a lavoro concluso.
Durante il resto della mattina non bevo, ho fatto apposta un po’ più di te.
-Pranzo: prelevo 1 l. per farmi un po’ di pasta, un piccolo petto di pollo e i germogli lavati prima.
-Prelevo 0,50 l di cui : un bicchiere lo uso per bere durante il pranzo, col resto mi lavo i denti e un po’ d’uva per portarla al lavoro. Non si lava bene con quel poco di acqua che è rimasta e lì penso avrei potuto evitare di lavarmi i denti o forse no, evitare di lavare l’uva, tanto non è mai morto nessuno per un po’ d’uva non lavata ma invece
senza acqua, semplicemente, non si può vivere.
-Piatti: ho le cose della colazione, quelle che ho usato per fare la pizza e quelle del pranzo, non è molta roba ma quando rifletto sul cosa è meglio fare, ho già versato 1l. d’acqua con un po’ di detersivo in una piccola bacinella e quando vado a risciacquare mi accorgo che ho fatto un altro errore, avrei dovuto lavarli con una goccia di detersivo, ora mi servirà più acqua per risciacquarli. Uhm.
Infatti se ne vanno via altri 2l.
E’ faticoso dover fare i conti con una cosa tanto scontata, noi non siamo abituati e per quanto io sia una persona che consuma il minimo in tutto…insomma qua si tratta d’altro, si chiama sostentamento e dignità insieme. Ecco.
-Bagno: uso il wc, mi partono altri 4 l.
Esco per andare al lavoro: se devo mettere dentro quanto consumato lì:
- 2 volte il wc ( qui devo usare la manopola ma apro e chiudo velocemente
quindi presumo di aver consumato 2l ogni volta.)
-mi lavo 3 volte le mani ( non lavoro con i guanti bianchi…) che quantifico in 1,5l e bevo dell’acqua :fanno 2l in tutto.
Torno a casa.
Ho pochissime piante ornamentali nel mio minuscolo balconcino e una piccola piantina di pomodori, devo fare una scelta. I Palestinesi m’insegnano: il pomodoro. Non v’è dubbio. Oggi ha fatto ancora
caldo ma non la posso “viziare”, così la disseto con “soli” 1 l. Le altre pare siano lì a guardarmi ma oggi non posso, domani però sì, io lo potrò fare.
I Palestinesi spesso hanno piccoli pezzetti di terreno dai quali dipende il loro sostentamento.
-Prelevo 0,5 l : di cui ne tengo un bicchiere per bere durante la cena ed il resto per lavarmi le mani
- Cena: prelevo 1 l per fare un minestroncino
- 0,5l per lavare le verdure
Faccio una somma:“non ho più acqua”.
Ne ho consumato 24,50 litri.
Non è un concorso, nessuno ha vinto ma tanti continuano a perdere.
Non ho bevuto,come dicono gli illustri, 2,5 l di acqua al giorno, non ho potuto permettermelo e tanto meno comprarla, domani recupererò i liquidi non assunti, io però, posso farlo.
Non ho lavato i denti dopo cena, non ho dato da bere a tutte le mie piante
, non ho lavato i pavimenti, non ho potuto lavare il bagno,
non ho lavato la mia maglietta del lavoro, la metterò così, per una maglietta sudata, non è mai morto nessuno.
Ma senza acqua?
La mia giornata è finita e mentre scrivo mi viene alla mente l’inizio di quel discorso agli italiani di Sandro Pertini, il Presidente –Partigiano,di ritorno dal viaggio in Libano, dal campo di Sabra e Shatila: “Io sono stato in Libano e ho visto, ho visto i cimiteri di Sabra e Shatila…”
Anche io sono stata nel Libano, nei luoghi dell’orrenda strage che si è compiuta tra il 16 e il 18 settembre 1982, in quei luoghi esistono ancora i Campi, vi sopravvive la sua gente, uomini donne bambini anziani: i profughi Palestinesi. E’ qualche anno che vi faccio ritorno lì come in tutti gli altri Campi sparsi in tutto il Libano. Ma a Shatila ci torno sempre, sempre.
Ho visto e conosciuto in maniera più approfondita le donne con le quali, attraverso il progetto “pasta Project” (pasta fai –da- te), abbiamo fatto la pasta insieme con la macchina sfogliatrice ma verso le quali mi sono vergognata per aver chiesto ( e dire che la situazione la conosco molto bene ma sono “scivolata” anch’io sulla mia, seppur limitata, “abitudine allo spreco”) se potevano riempire di più la pentola perché la pasta andava cotta con un po’ più d’acqua…,
le stesse donne che, seppur con la differenza di lingua, si abbassavano
verso l’unica tanica d’acqua acquistata e con quel gesto e senza parole
mi hanno insegnato che, se anche vedi la pentola molto grande, non è detto tu debba riempirla tutta…